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Di catene e lucchetti da bici si può parlare all'infinito senza raggiungere una conclusione decisiva.

In alcune città è davvero difficile trovare una risposta soddisfacente al compromesso necessario: serve un oggetto (a volte più oggetti) che fornisca una ragionevole sicurezza contro i furti, senza essere troppo pesante, ingombrante, poco maneggevole e costoso.

La dura verità è che pressochè tutto si può tagliare: ne ho avuto esperienza diretta nei mesi in cui mi occupavo della rimozione delle bici abbandonate per conto del Comune.

Andavamo in giro con il flessibile a batteria, e con quello ho tagliato catene, catenine, archetti e ogni tipo di dispositivo con cui le carcasse di bici erano rimaste attaccate a pali, rastrelliere, ringhiere e quant'altro.

Chiaramente c'era un'enorme differenza tra un taglio e un altro. Ci sono dei dispositivi con una sezione rotonda di anche un paio di centimetri di diametro, ma l'anima metallica è fatta di fili intrecciati e il resto è plastica. Quelli si tagliano in un baleno.

Ci sono degli archetti in cui c'è molta più gomma che metallo, e che però proprio per la viscosità della gomma offrono una discreta resistenza al taglio.

Molto incide anche la posizione e la tensione del dispositivo: per quanto riguarda il taglio con il flessibile, è più facile se si trova a mezz'aria che posato a terra, ed è più facile se offre una sezione esposta che è già in tensione o si può mettere facilmente in tensione.

Al contrario, se si usa un tronchese, è più facile se la catena si trova posata sull'asfalto, che può offrire appoggio per effettuare leva con i bracci del tronchese.

Gli archetti di livello superiore sono veramente superiori. Ci vuole del tempo per sabotarli, perchè vanno tagliati in due o tre punti, e ogni taglio richiede un bel paio di minuti di lavoro. Sono assolutamente consigliabili per chi cerca un livello elevato di sicurezza. Il lato negativo è ovviamente il costo che può essere piuttosto importante.

Per quanto mi riguarda ho diversi dispositivi per legare le mie bici, di tipi diversi: una catena tradizionale, un archetto ad alta sicurezza, un paio di cavetti accessori e una catena di tipo "snake".

Sebbene l'archetto ad alta sicurezza sia quello probabilmente più sicuro, è anche quello che uso più raramente. È meno comodo da portare in giro, non consente di legare la bici se non a pali molto sottili, e non consente di legare più di una parte della bici. Costretta a scegliere, io lego il telaio, ma vado sempre via con un pensiero angosciato per le ruote, soprattutto se sono a sgancio rapido.

Per la bici da città quindi uso solitamente la catena tradizionale, che avvolgo con due giri al manubrio (evitando di strozzare i cavi dei freni) e che offre una buona flessibilità di utilizzo in contesti diversi. È una soluzione a sicurezza medio - bassa, ma anche la bici è di valore medio - basso, e comunque non la lascio quasi mai di notte o in posti ad alto rischio.

Sulla bici da trekking uso una catena cosiddetta "snake", per la configurazione come a "spire" di serpente.

Quando lo snake è raccolto, occupa uno spazio contenuto e si ripone facilmente nell'apposito supporto che si può fissare al telaio della bici. In genere il supporto è predisposto per essere fissato anche ai buchi della borraccia, che è un sistema solido e sicuro.

Una volta estratto dal supporto e svolto, lo snake ha un diametro d'uso abbastanza ampio e flessibile da consentire di legare la bici in posti e modi diversi, e di riuscire a prendere insieme al telaio anche la ruota davanti, che è la più facile da smontare.

I bracci dello snake sono piatti e metallici, congiunti da perni. Questi forse sono il punto più debole del dispositivo, perchè se di bassa qualità possono essere forzati e rotti, ma personalmente non l'ho mai fatto nè visto fatto. Chiaramente i bracci dello snake si possono tagliare con un flessibile, ma credo che la loro relativa mobilità li renda poco maneggevoli da accostare con la lama rotante.

Come ho detto, nessuna soluzione è perfetta e garantisce una sicurezza al 100%, ma lo snake è un'invenzione abbastanza recente che risponde in modo egregio alle esigenze di portabilità, flessibilità d'uso e sicurezza.

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